
In questi mesi abbiamo preferito non insistere col promuovere un nuovo Avatar a settimana. Non abbiamo voluto infierire. Diciamo che come ogni fine d’epoca (risparmiamo l’evocazione del “regime”) lo spettacolo non è stato dei migliori. Anche nel caso della lunga agonia del III governo Berlusconi il Paese è stato duramente messo alla prova. A uscirne massacrata è stata la sua credibilità. D'altronde, visti i personaggi, non ci si poteva illudere. Un Governo retto sull’asse Scilipoti-Lavitola (il primo emblema della maggioranza reducista dopo la scissione politica finiana, il secondo, invece, uomo cerniere di tutte le manovre del retroscena) è un Avatar esso stesso, nella sua interezza. Non c’è stato il personaggio che emergeva sul gruppo. Il gruppo stesso era il personaggio. Per acclamazione il nostro Avatar forever di questo tempo è stato indubbiamente lui: Silvio B. Scriviamo con in mente ancora fresche le immagini del giuramento del nuovo esecutivo guidato dal professor Mario Monti. In un giorno di grande speranza, nonostante la nube degli spread e dei rendimenti sui Bot a livelli da pre-default, cerchiamo di vedere una luce in fondo al tunnel. Si chiude una fase molto dura per l’Italia. Speriamo di aver messo alle spalle l’anomalia. Vogliamo essere convinti di essere tornati un Paese normale.
Settimane passate
Scrivo queste riflessioni proprio nella giorno in cui S&P ha deciso di declassare il debito italiano e il Presidente del consiglio italiano ha classificato tale decisione come "politica". Tutto ciò, visto da fuori, sembra un po' paradossale visto che nelle ultime settimane tutte le componenti economico-sociali del nostro paese avevano avvertito il governo che la situazione stava precipitando e che ormai la nostra credibilità internazionale era minata. Si chiedeva (e si continua a chiedere) un passo indietro, ma la trama di interessi personali e di casta sembra prevalere su una visione comune del futuro del nostro Paese.
continua...
Riguardavo questa mattina il discorso che Steve Jobs pronunciò nel 2005 all'Università di Stanford. Penso che oggi, giorno della sua morte, tutti o quasi tutti abbiamo scoperto o riscoperto quell'intervento, che tanti si siano più o meno commossi e che tanti altri abbiano pensato che quando muore qualcuno si è sempre pronti a beatificarlo. Punti di vista. Io, da inguaribile sognatore, non nascondo di essermi commosso. Soprattutto mi ha emozionato il fatto di dover considerare la fine di un'epoca, di dover piangere la morte di una persona che ha cambiato la storia e che nel suo discorso ha ammesso, con molta naturalezza di essersi sentito in alcuni momenti perso, di non saper cosa fare della propria vita. Ecco quel passaggio mi ha dato un enorme forza, ha suscitato in me un moto d'orgoglio, uno scatto di fiducia in un periodo storico non facile per la mia generazione, in cui molto spesso ci sentiamo senza punti di riferimento, senza appigli di fronte alle sfide che ci si presentano.
Tav sì, tav no. In Val di Susa questo Paese rischia di deragliare. Se per aprire un cantiere per la costruzione di una ferrovia c'è bisogno di schierare l'esercito. Se le manifestazioni di chi è contrario a questa opera pubblica sfociano in una guerriglia con lanci di molotov all'ammoniaca, spranghe, pietre e mazze di legno. Se la realtà supera di molto ogni logica di confronto democratico allora bisogna saper dire basta.
Il 17 giugno scorso, l'agenzia di rating Moody's ha collocato il rating Aa2 dell'Italia sotto revisione in vista di un possibile downgrade. Alla base del giudizio dell'Agenzia vi sono problemi ampiamente noti all'opinione pubblica italiana:
- le debolezze strutturali dell'Italia;
- un servizio del debito già insostenibile che potrebbe
Attendiamo ovviamente l'esito dei ballottaggi per dare un giudizio compiuto sulla nuova geografia politica italiana. Nuova per molti aspetti lo è già, visto che, non solo sulle principali piazze ma anche nei piccoli centri, non sembrano più ammaliare le sirene di un certo modo di fare politica. Già perché sarebbe riduttivo ricondurre tutto al "ha perso Berlusconi" o "ha perso la Lega" o "ha vinto il PD". Benché sia stato lo stesso presidente del Consiglio a metterla su questo piano nella feroce
Il Rapporto OCSE 2011 sull'Italia coglie un punto essenziale del nostro sistema - Paese. Occupandosi, tra le altre cose, di università e ricerca, raccomanda di prendere in considerazione un possibile aumento delle tasse, a fronte di un incremento degli strumenti di finanziamento del diritto allo studio (prestiti d'onore) e del numero di borse di studio a favore dei più disagiati o dei più meritevoli.
Alla Lega tutti o quasi hanno storicamente riconosciuto meriti e traguardi politici importanti. Da ultimo l'ex Ministro Paolo Cirino Pomicino che, in un gustoso duetto televisivo con Gianni De Michelis, discettando di prima e seconda Repubblica, ha ricordato come la Lega sia oggi il partito più longevo in Parlamento. Esattamente perché ha saputo valorizzare i due aspetti fondamentali
Quante volte ci siamo sentiti ripetere che l'Italia non è un paese per giovani? A quanti di noi è capitato di leggere diagnosi impietose della situazione italiana? Descrizioni allarmanti di un paese che appare ormai bloccato, dove la mobilità sociale stenta ad affermarsi e il talento viene mortificato da una gerontocrazia sempre più sfrontata.
Lettera da Saragozza
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